domenica 26 giugno 2016

Non sono sempre rose e fiori...




“Bastaaaaaaaa” e’ quello che mi viene voglia di gridare sempre più spesso e volentieri. Lo so, lo so benissimo che mi serve tanta forza, coraggio e pazienza, ed ogni mattina al mio risveglio cerco di trovare sempre il lato positivo alla nuova giornata, anche se già so che sarà uguale a tutte le altre.
Inutile nascondere che è molto dura, ti viene tanta rabbia, quando vedi che non riesci a combinare proprio nulla.
Tutti corrono e si danno da fare intorno a te, e tu con il cuore che ti sanguina ti senti impotente e cerchi di nascondere le lacrime che scendono copiose, irrefrenabili.
Ho ricominciato a fare qualche  passo, ma vorrei tutto perfetto e subito, impossibile… oltretutto la paura mi blocca, sono proprio incontentabile! 

In questi giorni ho cercato di trovare conforto in un lavorino da poter fare con una mano.

Grazie ai miei familiari che mi hanno attrezzato la scrivania con tutto il materiale, è nato il primo gufetto. Senza stare tanto a riflettere, ho deciso che ne avrei fatto uno per ogni bambino che avevo a scuola, come ricordo di una maestra che l'ha dovuti abbandonare senza neppure salutare. Ero stata ottimista come sempre... 

Il lavoro non era velocissimo e continuavo a pensare che non c'è l'avrei mai fatta...ed invece....
Ecco i gufetti portafortuna per ogni bambino che ho avuto quest'anno, con la speranza che guardando il gufetto si ricordino della scuola e delle maestre con affetto.


Un gufetto portafortuna, lo dedico con tutto il cuore alla mia collega Maria  Teresa che il 30 giugno., ultimo giorno di scuola, avrà l'incontro con la commissione per il passaggio di ruolo, ed io sua tutor l'avrei dovuta accompagnare, non poter essere presente mi pesa molto, anche se non  ha certo bisogno del mio supporto... è un'ottima maestra,come poche si meritano questo titolo,  i bambini l'amano e loro sono i migliori giudici.  Con il 30 giugno  concludo anche oltre 42 anni di servizio nella scuola... ma questa è un'altra storia.....

C'è chi possiede un diario segreto dove annotare tutti i pensieri e scaricare la propria tensione., io invece ho sempre considerato questo mio spazio virtuale come un diario, dove annotare ricette,hobby, momenti felici e momenti tristi, non ho nulla da nascondere, anzi, in tanti mi hanno scritto ringraziandomi e dicendomi che sono stata loro d'aiuto e di conforto nell'esporre con semplicità e verità imiei probemi.

venerdì 17 giugno 2016

Milùcon i suoi pensieri in libertà

Visto e considerato che per ora non riesco a fare nulla da mostrarvi,voglio provare ad annotare i miei pensieri in questo periodo non facile  della mia vita, in questo mio mondo virtuale che rispecchia gran parte della mia vita.... - Ero sempre in ospedale, quando sono iniziate le prime crisi di sconforto, non riuscivo ad accettare ciò che mi era accaduto...io persona super attiva che lavoravo anche la notte,trovarmi bloccata in un letto e non poter essere autonoma neppure nelle piccole necessità, non faceva che scatenarmi crisi di pianto. “Stai tranquilla, è normale nelle tue condizioni, piangi, sfogati, toccherai  anche il fondo, ma poi ti risolleverai più forte di prima” Queste parole, le ho udite più di una volta, ma non vi trovavo affatto conforto. Ero arrabbiata con me stessa, mi sentivo in colpa perché mi rendevo conto che facevo star male anche i miei cari che mi erano sempre vicini e si sentivano impotenti, ma non riuscivo a ragionare…Dopo pochi giorni di permanenza in un Centro di  riabilitazione, invece di migliorare le mie crisi peggioravano giorno dopo giorno,facendomi mancare quella serenità, e forza per poter affrontare le terapie.Forse  ormai stavo davvero toccando quel fondo di cui mi parlavano. Comportandomi come una bambina cocciuta è viziata, sono riuscita a farmi riportare a casa,promettendo di tornare naturalmente ogni giorno al  Centro per fare le fisioterapie. Devo ammettere che è davvero faticoso viaggiare ogni giorno avanti e indietro, ma testarda come sono, anche con la febbre ho sempre cercato di essere presente. Anche i fisioterapisti, che si erano dimostrati scettici e contrari alla mia decisione, hanno dovuto ammettere che l'essere tornata a casa si è rilevata la miglior medicina.  Nonostante tutto la strada che devo percorrere è ancora abbastanza lunga, le crisi non sono certamente scomparse del tutto,ho sempre alti e bassi, mi è rimasta la lacrima facile, mi commuovo per nulla,come in questo momento, che da un libro mi sono usciti disegni che mi sono stati regalati dai bambini, questi  piccoli, unici nel donare il  loro grande amore incondizionato, che stanno ancora aspettando quella maestra brontolona ma coccolona e giocherellona , sparita all'improvviso. Dal 1 settembre sarò in pensione….questo ultimo anno non me lo sarei proprio aspettato mai così...

Milù come non l'avete mai vista... giovane e spensierata, nonostante fosse già mamma...