giovedì 14 luglio 2016

Quando i sogni muoiono all'alba...

Da tempo ormai non riuscivo più a sognare, ultimamente invece ho sogni ricorrenti così belli ed intensi che sembrano reali...sogno di riuscire a camminare in modo perfetto e veloce, di usare tutte e due le mie mani,come se non fosse mai successo nulla, realizzando così tutti i lavori che avevo rimandato in attesa della pensione ,che mi avrebbe regalato più tempo a disposizione.
Una felicità immensa mi accompagna nel cuore di queste notti, ma poi c'è l'amaro risveglio che diventa un incubo dal quale non vedo l'ora di uscire...
Certo prima o poi ne verrò fuori da questa situazione che mi sta distruggendo psicologicamente ed emotivamente e ritornerò la Milù di un tempo, attiva,allegra e solare, ma devo ancora sopportare e pazientare. 
Ho sempre sentito dire..."La pazienza è la virtù dei forti" ed io che sono sempre stata il ritratto della pazienza, ora non mi sento affatto forte, ma molto, molto debole.
Quando si subiscono problemi di salute piuttosto grossi, la vita cambia radicalmente...  ti porta ad essere più vulnerabile, ma  ti fa apprezzare anche le più piccole cose che avevi sempre dato per scontato.
Un grazie di cuore ai miei figli e in particolar modo a mio marito che si sta occupando di me giorno e notte facendo anche l'impossibile  per potermi vedere serena e tranquilla.
Questo dopo 44 anni di matrimonio, forse si può definire amore vero... 
                                               







domenica 26 giugno 2016

Non sono sempre rose e fiori...




“Bastaaaaaaaa” e’ quello che mi viene voglia di gridare sempre più spesso e volentieri. Lo so, lo so benissimo che mi serve tanta forza, coraggio e pazienza, ed ogni mattina al mio risveglio cerco di trovare sempre il lato positivo alla nuova giornata, anche se già so che sarà uguale a tutte le altre.
Inutile nascondere che è molto dura, ti viene tanta rabbia, quando vedi che non riesci a combinare proprio nulla.
Tutti corrono e si danno da fare intorno a te, e tu con il cuore che ti sanguina ti senti impotente e cerchi di nascondere le lacrime che scendono copiose, irrefrenabili.
Ho ricominciato a fare qualche  passo, ma vorrei tutto perfetto e subito, impossibile… oltretutto la paura mi blocca, sono proprio incontentabile! 

In questi giorni ho cercato di trovare conforto in un lavorino da poter fare con una mano.

Grazie ai miei familiari che mi hanno attrezzato la scrivania con tutto il materiale, è nato il primo gufetto. Senza stare tanto a riflettere, ho deciso che ne avrei fatto uno per ogni bambino che avevo a scuola, come ricordo di una maestra che l'ha dovuti abbandonare senza neppure salutare. Ero stata ottimista come sempre... 

Il lavoro non era velocissimo e continuavo a pensare che non c'è l'avrei mai fatta...ed invece....
Ecco i gufetti portafortuna per ogni bambino che ho avuto quest'anno, con la speranza che guardando il gufetto si ricordino della scuola e delle maestre con affetto.


Un gufetto portafortuna, lo dedico con tutto il cuore alla mia collega Maria  Teresa che il 30 giugno., ultimo giorno di scuola, avrà l'incontro con la commissione per il passaggio di ruolo, ed io sua tutor l'avrei dovuta accompagnare, non poter essere presente mi pesa molto, anche se non  ha certo bisogno del mio supporto... è un'ottima maestra,come poche si meritano questo titolo,  i bambini l'amano e loro sono i migliori giudici.  Con il 30 giugno  concludo anche oltre 42 anni di servizio nella scuola... ma questa è un'altra storia.....

C'è chi possiede un diario segreto dove annotare tutti i pensieri e scaricare la propria tensione., io invece ho sempre considerato questo mio spazio virtuale come un diario, dove annotare ricette,hobby, momenti felici e momenti tristi, non ho nulla da nascondere, anzi, in tanti mi hanno scritto ringraziandomi e dicendomi che sono stata loro d'aiuto e di conforto nell'esporre con semplicità e verità imiei probemi.

venerdì 17 giugno 2016

Milùcon i suoi pensieri in libertà

Visto e considerato che per ora non riesco a fare nulla da mostrarvi,voglio provare ad annotare i miei pensieri in questo periodo non facile  della mia vita, in questo mio mondo virtuale che rispecchia gran parte della mia vita.... - Ero sempre in ospedale, quando sono iniziate le prime crisi di sconforto, non riuscivo ad accettare ciò che mi era accaduto...io persona super attiva che lavoravo anche la notte,trovarmi bloccata in un letto e non poter essere autonoma neppure nelle piccole necessità, non faceva che scatenarmi crisi di pianto. “Stai tranquilla, è normale nelle tue condizioni, piangi, sfogati, toccherai  anche il fondo, ma poi ti risolleverai più forte di prima” Queste parole, le ho udite più di una volta, ma non vi trovavo affatto conforto. Ero arrabbiata con me stessa, mi sentivo in colpa perché mi rendevo conto che facevo star male anche i miei cari che mi erano sempre vicini e si sentivano impotenti, ma non riuscivo a ragionare…Dopo pochi giorni di permanenza in un Centro di  riabilitazione, invece di migliorare le mie crisi peggioravano giorno dopo giorno,facendomi mancare quella serenità, e forza per poter affrontare le terapie.Forse  ormai stavo davvero toccando quel fondo di cui mi parlavano. Comportandomi come una bambina cocciuta è viziata, sono riuscita a farmi riportare a casa,promettendo di tornare naturalmente ogni giorno al  Centro per fare le fisioterapie. Devo ammettere che è davvero faticoso viaggiare ogni giorno avanti e indietro, ma testarda come sono, anche con la febbre ho sempre cercato di essere presente. Anche i fisioterapisti, che si erano dimostrati scettici e contrari alla mia decisione, hanno dovuto ammettere che l'essere tornata a casa si è rilevata la miglior medicina.  Nonostante tutto la strada che devo percorrere è ancora abbastanza lunga, le crisi non sono certamente scomparse del tutto,ho sempre alti e bassi, mi è rimasta la lacrima facile, mi commuovo per nulla,come in questo momento, che da un libro mi sono usciti disegni che mi sono stati regalati dai bambini, questi  piccoli, unici nel donare il  loro grande amore incondizionato, che stanno ancora aspettando quella maestra brontolona ma coccolona e giocherellona , sparita all'improvviso. Dal 1 settembre sarò in pensione….questo ultimo anno non me lo sarei proprio aspettato mai così...

Milù come non l'avete mai vista... giovane e spensierata, nonostante fosse già mamma... 



mercoledì 1 aprile 2015

Treccia di pasta lievitata

Perchè questa ricetta? Sono tornata a casa da scuola, stanca e  solo con tanta voglia di riposare, ma aprendo il frigorifero ho scoperto che avevo un cubetto di lievito di birra che scadeva proprio oggi, mi dispiaceva doverlo gettare, quindi, con la testa sempre colma della vivacità dei bambini, non avendo idea di cosa preparare, mi sono messa alla ricerca in rete di qualche ricetta dove necessitava il lievito, ed ho optato per la prima che ho trovato, avendo tutti gli ingredienti giusti.
Treccia di pasta lievitata
Questa ricetta è ripresa dal sito Giallo Zafferano

Ingredienti

300 gr. farina 00
50 gr. zucchero
1 pizzico di sale
1 cubetto di lievito di birra
80 ml latte
40 gr. burro
2 uova
semi di una bacca di vaniglia
scorza grattugiata di un limone

Per la copertura: 1 uovo e zucchero in granella

Procedimento

Unire lo zucchero e il lievito sbriciolato al latte tiepido, mescolare bene e lasciare riposare il composto in luogo tiepido per circa 10 minuti, finchè la schiuma non verrà in superficie.
Setacciare la farina in una ciotola, unire il composto di latte e lievito, aggiungere il burro fuso.
Sbattere le uova e unirle agli ingredienti nella ciotola, assieme alla scorza grattugiata di mezzo limone, ai semi di una bacca di vaniglia e al sale.
Con un mestolo amalgamare gli ingredienti, lavorare poi il composto sulla spianatoia, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, che andrà messo in un contenitore infarinato e coperto a lievitare per almeno un'ora.
Quando l'impasto avrà raddoppiato il suo volume...
... rilavorarlo qualche minuto, quindi dividerlo in tre parti di uguale peso (circa 200 gr. l'uno)
Con ognuna di queste parti formare dei bastoncini, lunghi circa 
35 cm, che andranno intrecciati, saldandoli alle estremità.
Disporre la treccia su una teglia ricoperta di carta forno, coprirla e lasciarla lievitare ancora per mezz'ora.
Spennellare la treccia con l'uovo sbattuto e cospargerla di 
zucchero in granella.
Infornare in forno preriscaldato a 170°C  per 35/40 minuti, 
fino a che la superficie sarà ben colorita
Sfornare e lasciare raffreddare

Una ricetta scelta per caso che mi è piaciuta molto... soffice, profumata, dolce al punto giusto, adatta a tutte le età ed a tutte le ore.

domenica 22 marzo 2015

Fiocco di manzo al forno

Alcuni giorni fa, mentre eravamo a pranzo, alla televisione stavano dando una ricetta, mio figlio richiamò la mia attenzione, dato che veniva data da uno che si dichiara macellaio da otto generazioni, con quarant'anni di macelleria, ed  è rinomato per la sua cucina.
Si tratta del Signor Dario Cecchini.
Ricetta semplice, preparata con carne povera, ma di un gusto unico. sicuramente questo dipende anche dalla bontà della carne.
Il Fiocco di Manzo e la cima della punta che in Toscana si chiama Cimalino, ottimo da fare in forno.

Vedendo come veniva preparata questa carne, a dire la verità ero molto scettica, però, visto che mio figlio me l'ha portata, non ho potuto far altro che provarla a cucinare, come suggeriva Dario Cecchini.
Dopo aver portato il forno alla massima temperatura, ho messo il pezzo della carne in una teglia, senza aggiungere alcun condimento, perchè come dice il Cecchini "Il macellaio deve fare l'alfabeto della carne", l'ho messa in forno per 30 minuti (lui suggeriva 20/25 minuti, ma avendo io un pezzo più grosso, ho pensato di aumentare un po' il tempo di cottura), 
L'ho tirata poi fuori dal forno, non vi dico il profumo... faceva venire l'acquolina in bocca, e l'ho lasciata riposare per circa dieci minuti.

Affettare la carne per me è sempre stato un problema, anche con i coltelli più affilati sono proprio una frana, quindi non fate caso al taglio... sulle fette di carne ho aggiunto del buon olio extravergine d'oliva e un po' di sale nero di Cipro.

Note: Come primo esperimento ne sono rimasta entusiasta, anche se di cottura bastavano effettivamente 20 minuti circa, la carne deve infatti rimanere molto più al sangue, ma è risultata comunque tenerissima e saporita.
Ha avuto un gran successo, infatti, nonostante il pezzo piuttosto grosso, non ne è rimasta neppure l'ombra...